Dal bar al manicomio ci vuole un solo turno di troppo!

Ciro si sveglia arrabbiato tutte le mattine. In qualche modo trova la forza di alzarsi ed uscire di casa verso quel suo lavoro di merda. Prima, però, decide di fare colazione al bar perché gli serve un’intensa dose di caffè doppio,una brioche alla marmellata e un bersaglio verso cui sfogare la sua rabbia. Arriva senza dire niente e si aspetta subito il suo “solito” che quando è in turno una ragazza nuova diventa un “due caffè in tazza grande con un pò di latte caldo a parte” . Tutto questo solo per farla andare piu nel panico. Perchè se lui soffre, anche gli altri devono soffrire.

Anna si sveglia piu tardi del solito, felice e molto tesa. Ieri ha ricevuto la bella notizia che il bimbo che sta aspettando è fuori pericolo e tutto dovrebbe andare liscio come l’olio. Una notizia del genere la mette su di giri e non vede l’ora di andare a fare colazione, anche se un pò in ritardo, nel suo bar preferito. Li troverà Maria, la Responsabile del bar e mamma di tre figli. Vuole condividere la bella notizia anche con lei e chiederle una raffica di domande. Come fa a gestire un lavoro cosi stressante, tenersi in forma,badare alla casa, ai figli e al marito? Presto lo scoprirà tra una spremuta ed un muffin al cioccolato! Prima di andare,lascia un cioccolatino a tutto lo staff: perché se lei è felice,anche gli altri devono esserlo.

Questi sono solo alcuni dei vari profili che potete incontrare lavorando in un bar.

Ci saranno quelli dolco e gentili; Attenti e sorridenti; quelli che capiscono quando ce troppo casino e non si lamentano dell’attesa; i bambini che ti fanno i complimenti e le vecchiette che ti scambiano per la loro nipotina.

Poi ci sono quelli (chiamati S) che arrivano in ritardo e se dopo tre minuti non gli hai serviti si lamentano con il titolare; le comitive che ordinano maxi sandwich e dopo 10 minuti pretendono che siano pronti; quelli che se ti vedono indaffarata tra mille comande dietro alla bancone,vogliono sapere quando andrai fuori a prendere i loro ordini; i bambini dispettosi che aprono tutte bustine di zucchero; Quelli che si lamentano perchè sorridi troppo e gli altri che ti considerano acida perchè non sorridi mai.

Come dice una mia carissima collega: “il mondo è bello perchè avariato”

Ma per quanto mi possa lamentare di questo lavoro dietro le quinte, la verità è che io vivo per queste giornate di follia. Mi ricordano che sono viva e che le persone saranno sempre pronte a sorprenderti. (Sia in positivo che in negativo)

 

Advertisements

I apologize…

I apologize: With my coworkers because it seems like I never care about them. They laugh all day long while the clients come and go and laugh with them. I stay in the corner doing what I have to do, but avoiding any human contact (as far as being a waitress let’s you). My colleagues call me “shy”. Inside I have so many funny jokes I want to tell, but none of them are fearless enough to get out of my mouth.

I apologize: with my family. They are far away and in this era of accessible communication it should be easy to keep in touch. They blame it on the work and university. Truth is, that I don’t want them to know. My mom has a special 6th sense and she would catch my irony on a second. So I just pretend I am too busy to call and she seems exited to know I am working so hard to achieve my dreams.

I apologize: to that special person. I know this is not easy for him either. Having fun and sweet days and then seen the love get away for no reason. I guess he feels like he is not enough, when he tries to make me laugh and treats me like a queen but the only thing that I want is total silence and solitude. I know he doesn’t understand. How could he? I don’t even understand myself.

I apologize: mainly to myself. For not being brave enough; For not being able to transform the bad days into sunny ones; For not appreciating the loving and caring people that surround me; For not following my dreams and for destroying the life I was creating with so much effort.

I am really sorry!

Le montagne russe non mi piacciono

Ci sono giorni in cui mi sveglio con il suono degli uccellini e la rinnovata speranza che questa giornata di sole sarà meravigliosa. Credo ciecamente in me stessa e provo a raggiungere tutti i miei obiettivi! Si,anche quelli più folli. Vado a letto con la soddisfazione di aver passato una bella e produttiva giornata e il sonno non tarda ad arrivare,dolce e tranquillo.

Poi ci sono giorni come oggi. Tanti. Mi sveglio di soprassalto e sento il cuscino ancora umido dalle lacrime versate durante il sonno. Ricomincio a piangere. “Ma perché sto piangendo?” Non lo so e non importa perché faccio un bel respiro e cerco di calmarmi. Una nuova giornata di merda mi aspetta. Devo fare le solite inutili cose che non mi porteranno da nessuna parte. Cerco di fare colazione ma ho lo stomaco chiuso. Tanto, che senso ha mangiare. Non mi serve a niente avere la forza fisica di alzarmi e fare quando le gambe e il cuore sono pesanti. Esco di casa in modalità automatica e attraverso le strade con la speranza che qualche automobilista distratto non noti la mia presenza. Via il dente,via il dolore.

All’inizio erano più le giornata impregnate di sole e speranze rispetto a quelle cupe e tristi. Ultimamente però ,ogni giorno che passa inizia con sempre meno senso. Addormentarmi è sempre più difficile e ,quando ci riesco, vorrei sempre più spesso che Morfeo mi cullasse per sempre nel suo regno.

Togliermi da instagram e Facebook forse ha contribuito al fiorire di questi strani e stupidi sentimenti. Ora non devo più fare finta di sorridere per le foto o scrivere frasi motivazionali per gli altri quando io per prima sono giù. Niente più “like” e “cuoricini” alla gente ipocrita che dice tvtb ma non sa nemmeno che vivo da sola; che da tre giorni non esco di casa; che le mie “bottiglie di acqua” non le vendono ai minorenni e che “boh” è l’unica risposta alle mie domande.

Come mi sveglierò domani? Euforica per la vita o una mummia in cerca di vie di fuga?

In qualsiasi caso vi prego di evitare le solite frasi:

“Suvvia,cosa vuoi che sia.stai benissimo”

“Dai,non essere triste. Tirati su di morale”

“Ce chi è messo peggio di te”

“Mangiati un gelato e vedrai come ti riprendi”

Se bastasse dire: “dai,alzati e sì felice” le case farmaceutiche perderebbero un sacco di clienti; se bastasse un gelato il mondo sarebbe sommerso nella gioia e nell’obesità!

Ricorda che tutti viviamo e reagiamo alle cose in modo diverso. E io, purtroppo, mi trovo a reagire cosi!

A letter to myself…

Hey dear,

I heard about your thought week. Is it going any better?

How are work and university? How is your love life? How is your family?

Oh, ok , sorry. I know all these things are the ones worrying you.

But you know what? Things are going to get better.

They say “if you are going through hell, keep going”-

At some point, it’s going to change. It has to.

And stop with those stupid thoughts that you have on your lonely nights. Trying to end it up it’s not gonna solve anything.  What if in the new life you get it’s worst? I am pretty sure you have a limited “play again” options in this game called…what the hell is this game we are playing?I forgot.

You don’t want to play anymore?  Well, sorry. That’s not how it works.

Remember you have a future. you have people who love you and support you. (yes, dear, I am serious) Maybe they don’t write to you that often or maybe they are not in your same country, or maybe you just avoid them because they are “too sticky” but at least they will be there for you whenever you need.

Like now. When you are on your bed, with a bottle of elixir that should help you erase bad memories, wondering if anybody would even notice…

Somebody would. Maybe not the next day, or not even the next week. But at a certain point, that person is going to think “where is she? why she’s not replying to my texts? should I visit her?”

How do you think they would feel if he or she goes to your door, knocks and there is no answer. Just your smell. Your stinky smell of decomposition and alcohol.

What if it happens to you? Would you like to go visit someone and find out they are no longer there?  I am pretty sure that a wave of emotions would run all over your body. (yes, dear, you do have emotions)

Sadness and despair might be the only one you feel right now but that doesn’t mean it’s the only one.

Try to think about those moments where you one day thought “I am happy”.

What were you doing? who were you with?

Once you answer this questions, go and do those things and go visit those people. They will be happy to see you alive and might give you another reason to wake up the next day.

For now, I just ask you to promise me you will put down that bottle of crap you have on your hands and inside your head. Promise me you will go get an ice cream. (I know how much you love sweets) Go for a run and then come back.

Promise me that you will be here tomorrow.

Please!

 

 

 

 

Non è figo vivere da soli (per ora)

Sono andata via di casa a 18 anni.

Ho lasciato un paese caraibico per vivere in questo nord Italia che pensavo mi riservasse un brillante futuro.

Ho trovato solo tanto freddo.

Io ci spero ancora, ma la verità è che non è un percorso semplice.

Finora sono stata fortunata. Ho avuto diversi coinquilini/e  e ho imparato molto dalla convivenza.

La cosa piu importante che ho imparato è che non sono fatta per stare con le persone.

Per quello ho deciso di andarmene in un monolocale.

Pensavo sarebbe stato molto piu semplice. I miei orari per la doccia, i miei turni delle pulizie e nessuno che mi ruba il cibo in frigo.

Però stare con se stessi 24 su 24 è ancora piu difficile che convivere con gli altri.

Gli altri li puoi evitare chiudendoti in camera. Ma come eviti te stessa? I tuoi pensieri e le tue costanti paure?

La paura di non farcela ad arrivare a fine mese; Di subire un furto per strada quando torni da lavoro la sera o che qualcuno entri in casa; Perfino la paura di non trovare mai piu qualcuno con cui condividere il tuo futuro.

Ti è mai capitato di guardarti allo specchio ed iniziare una lunga conversazione di autocommiserazione? Se vivi da solo ti succederà tutti i giorni.

Ci sono anche dei punti positivi in tutto questo. Ne sono sicura.

Per ora non so dirvi quali siano (a parte il fatto di poter andare in giro nuda, ma neanche questo visto che siamo in inverno)…#mainagioia

Ecco, forse ho solo sbagliato stagione per iniziare questo viaggio di pellegrinaggio.

Vi aggiorno tra qualche mese. Magari l’estate ha in serbo qualche bella sorpresa!

 

My epilepsy story…

It all started on a Monday, back in 2014.

I woke up feeling a little confused. My phone ringing like crazy and I had no idea why. When I answered, I discovered I was late to some meetings with my university friends so I went to the bathroom to get quickly ready and leave the room. The first weird thing I noticed that morning was a bump on my head. It wasn’t painful but not normal for sure. I didn’t mind that much and decided to go out anyways.

After some hours, another friend called to ask me why I wasn’t at her house yet. was I supposed to be? Apparently, yes.  We had to study together that day but I completely forgot about it. I told her I wasn’t feeling too good and that I preferred to go home. She had no idea of what was going on but for some reason, she begged me to go to the hospital. I don’t know if you believe in destiny or things like that, but at the exact moment she said it, I was walking right in front of it. I thought “why not”, let’s give it a try.

In the waiting room they asked me all the possible questions: -did you get drunk yesterday?-

-You did some drugs?-

-Someone drugged you?-

I was so embarrassed. I wouldn’t be there If I knew that the problem was that I just drank too much. Don’t you think?

Two hours later, they made me enter and started running all the exams. The next morning the results were back: Nothing was wrong with me. So, what happened? They guessed it could be epilepsy and asked me to see a specialist in the next few days.

When I got home and saw my purple eye, I felt even more stupid. They are not sure about what happened because all test are clear but for sure something went wrong last night.

While I was thinking that, my roommate entered. I kindly asked her if she noticed something weird two nights before. She started to get nervous and to say sorry.

“You fell from the bed and started shaking. I didn’t know what to do so I just left you there. After a while, you got on your bed again so I fell back to sleep”

…….

ok. I get it. People react in different ways when they are scared but seriously, a little empathy? Calling someone? Telling me the day after? NO? Nothing.

The good thing is that knowing that, I went to my visit with the specialist with more details and then she had no doubt about what I had. It could only be epilepsy.

I started to get medication every day and I am really lucky because it works. When I don’t take them, symptoms come back.  So I will have to take them forever.

It’s not that bad. I heard worst stories than mine. I share my experience just because what happened to my roommate shouldn’t happen again. Don’t let yourself get caught in fear. If you don’t know how to help someone, at least call someone else.

Here are some tips on how to react to this type of situations.

Have you ever experienced this on your skin o with a sibling or friend? I would be happy to read your experiences 🙂

The Italian version.

 

 

 

 

 

 

I don’t want to travel anymore…

Because I fall in love so easily. Of the city, the people, the food and sometimes even of myself.

I leave a piece of my heart in every place that I go and even if sometimes it feels like “home is nowhere”, the big problem is when “home” is everywhere. Because I felt in a safe place here. I felt it there. Anywhere I go I think I can be happy. But it depends on who I am with or what I am doing. I still can’t be happy being completely by myself. (Which is weird if you take into consideration my introvert personality. I love to be in a quiet room with nobody else but my random thoughts.)

It’s not only the skyline or the smell of freshly baked bread that makes me get butterflies in my belly. It’s also the people with the stories they carry and that they give me as a present. To influence me somehow and expecting me to influence them too.

I just don’t understand why is it so hard everytime that silhouette changes and I get disoriented. The smell of croissants in the morning turns into traffic smog. The little countryside becomes a chaotic big city. I learned to love both of them. I forget how to say goodbye every time.

Some people call it “inverted cultural shock” but for me is just unrequited love. The city stairs at me in the distance and doesn’t care about how many tears I cry for her. She stays there and looks at me with that twisted smile because she knows I will come back to her someday!

The smells might change and the people will eventually move. So what exactly I am still falling in love with? It’s a whole package. When you travel you get an “all or nothing” ticket with no refunds.

I shouldn’t get too sad about it. we get used to everything. To good moments that we wish we could capture in a motion film but also, and most of all, to abscence. The kind of empty hole that only the best moments of your life could have left you behind.

And I need to be honest: I am looking forward to feeling many more of those. It will just mean that I am alive and doing what I love.

Where will I be when I am 31? And who will be discovering it with me?

Maybe nobody if I really decide not to travel anymore…because I love too much!