Trieste. La bora + pedalata in Slovenia

Ed ecco che la nostra prima grande avventura inizia proprio cosi: alla ricerca della bora triestina.

Peccato che non l’abbiamo proprio sentita/vista/conosciuta.

C’era un evento su facebook che permetteva a 10 partecipanti di fare una guida gratuita per la città alla scoperta della storia di questa famosa bora.

L’incontro era fissato alle 10.

Tra una mail non vista; un messaggio sbagliato e altro, non ci siamo incontrati con la guida e gli altri partecipanti.

Abbiamo deciso di non sprecare l’opportunità. Entrati nell’ufficio turistico ci muniamo di mappa e facciamo un giretto.

Prima (e tecnicamente unica) tappa: l’acquario.

Il costo dell’entrata è di 3 euro e vedete sia pesci di ogni tipo che serpenti. Infatti, al piano terra c’è tutta la parte marina, mentre salendo le scale trovate tutto il reparto rettili. In piu c’è anche una stanza adibita ai piu piccoli. Possono sedersi, colorare,etc… Ideale per le famiglie.

Da li abbiamo cercato il museo della bora senza trovarlo. Era proprio destino che non ci incontrassimo :p

Ormai era mezzogiorno e un certo languorino si fa sentire.

Passeggiando lungo il porto vediamo un ristorante con scritto bello in grande “senza glutine”. Non ci resta che entrare e provare.

Rossopomodoro.  Che dire. Ottimo!!! Buonissima la pizza; Gentile il personale; Bella vista fuori.

Dopo  una lunga pausa pranzo ci avviamo verso la macchina. (parcheggiata in una via a caso vicino alla stazione)

Ci dirigiamo verso muggia. Da qui comincierà la pedalata.

Lasciamo l’auto al parcheggio Caliterna. *a pagamento. Mi sembra 6 euro per tutto il pomeriggio/giornata.

Smontiamo le bici. Montiamo le ruote davanti.

Piove, ovviamente.

Cielo nuvoloso e pioggia leve. Partiamo in direzione Slovenia.

Abbiamo seguito il tracciato della pista ciclabile Parenzana. Un percorso bellissimo ma veramente lungo. Da fare partendo presto la mattina e dormendo in Croazia. Almeno cosi penso di farlo in un futuro. Per ora ci siamo limitati a fare una ciquantina di km tra andata e ritorno.

Infatti, il confine con la slovenia lo si raggiunge velocemente. Neanche 20 minuti dopo e superate la frontiera (primi 5km).

Si prosegue lungo tutta la costa della slovenia. Mare e voglia di tuffarsi. (nonostante fosse inizio ottobre e piovesse)

Ad un certo punto inizia a piovere forte ma eravamo già inoltrati nel percorso. Ci siamo fatti una bella doccia!

Si seguono le indicazioni verso portorose, che sarebbe un ottimo punto per fermarsi a recuperare fiato. Noi ci siamo fermati molto prima, ad altezza Isola.

22 km all’andata per un totale di 44,42km in 2ore e 48 minnuti.

Viaggio breve ma un pò faticoso dovuto alle salite e alle indicazioni scarse.

Ve lo consiglio ad inizio Settembre. Con una bella giornata forse è piu affollato ma vi godete meglio il paesaggio.

Tornati alla macchina, stonfi e pieni di freddo, mettiamo tutto dentro e si riparte.

Nell’arco della giornata lui non ha avuto problemi con la glicemia. Se l’è misurata sempre prima di partire e ha corretto quando necessario. Per fortuna non si è trovato ad essere in ipo in nessun momento.

Tornati a casa la storia è stata un pò diversa. Il corpo si è un attimino vendicato. Glicemia alle stelle e con conseguenze tutto il giorno dopo.

Lui-“è normale. la pedalata di ieri”

Almeno lui la vive cosi. Tanta consapevolezza e di sicuro paura, ma mai arrendendosi o evitando di accettare queste sfide.

Io vi incoraggio a prendere in mano macchina/moto/bici o qualsiasi mezzo che vi apassioni. Andate, viaggiate, esplorate. Li fuori ci sono tanti posti e tante persone che vale la pena di conoscere.

Per questo, non appena siamo arrivati, abbiamo iniziato a parlare dei preparativi del prossimo viaggio. Quello piu difficile. A Londra!

Che emozione…non vediamo l’ora!!!

#staytuned

 

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Nuova sezione del blog. Da single a vita di coppia.

Sono passati un pò di mesi dal mio ultimo post e la mia vita ha fatto un giro di quasi 360°.

Sono ancora una studentessa in cerca della famosa laurea che vive da sola e fa piu casini che opere onorevoli.

Però….e c’è sempre un però…ho conosciuto qualcuno.

Vi avevo lasciati con post melodrammatici riguardo la mia storia finita.

Sono passate tante giornate buie prima che decidessi di riprendere in mano la mia vita.

Cosi ho cominciato ad uscire, a conoscere gente “random”, a fare cose fighe tipo vedere le stelle cadenti sui colli Padovani.

Ed ecco che, proprio quando esprimo il desiderio di “essere felice e tranquilla” guardando quella stella sopra di me, lui si siede al mio fianco.

Mi ha colpita un discorso che mi ha fatto qualche sera fa. Mi ha confessato che per lui il diabete è sempre stato una cosa negativa da dover affrontare. Spesso era stufo di dover misurarsi la glicemia, rinunciare a certe cose o attività, stare sempre all’erta.

Lui: -“ma se quella sera non avessi dovuto misurare la glicemia, non mi sarei mai seduto al tuo fianco e non ti avrei mai conosciuta”-

Ecco, quel momento magico dove vedi il bicchiere mezzo pieno. Dove trovi le cose positive anche nei momenti scuri.

Sono contenta di aver conosciuto un ragazzo forte e combattivo come lui. Un ragazzo che non si arrende nonostante tutte le prove che la vita gli ha messo davanti.

Un ragazzo come me, alla fine.

Ho deciso di condividere con voi questi  prossimi post perchè di ragazzi come lui ce ne sono tanti. Ragazzi e ragazze che soffrono di diabete e/o di celiachia e che forse non osano fare tutte le cose che vorrebbero per “paura di”.

Non voglio spingervi a fare niente che metta in pericolo la vostra vita ma voglio dimostrarvi, dal mio punto di vista, come può essere vissuta la vita al massimo tenendo in conto dei propri limiti.

La nostra prima sfida è stata una toccata e fuga a Trieste. Giretto in città e poi verso Muggia per prendere il primo tratto della parenzana.*cilabile che segue il vecchio percorso del treno da muggia(italia) fino a parenzo (croazia)

La seconda è stata un viaggio di 2 giorni a Londra. Dove solo io parlavo inglese e partivo da zero riguardo a nozioni di insulina o farine varie.

Per molti, un viaggio in bici o un week-end fuori porta può sembrare cosa da niente. La sfida sta nel saper gestire il proprio corpo quando non tutto funziona nel modo che dovrebbe.

Se vi sto scrivendo è perchè tutto è andato (piu o meno) liscio e non vediamo l’ora di cimentarci nella prossima sfida!

-Pronti a fare questo viaggio con noi? I prossimi post vi racconteranno i dettagli scottanti dei vari percorsi. Cercheranno di essere anche  una guida su dove andare a mangiare cibi senza glutine molto buoni 🙂

E possibili complicazioni.

-Siete del veneto e volete unirvi  a noi in qualche pedalata/salto/volo/viaggio? Cerchiamo sempre nuovi compagni di avventura!-Contattatemi pure sul mio instagram.

Alla prossima 😉

Adrenalina…un’iniezione di libertà!

La gente mi chiede: “Perché lo fai?”

Io mi chiedo: “Perché no?”

Certo che ho paura di morire o di farmi male ma ho ancora più paura di non vivere la mia vita al massimo!!!

Non fraintendetemi, anch’io passo notti intere davanti alla tv a guardarmi le serie televisive in totale cazzeggio. Dopo una lunga giornata di lavoro mi metto a letto con una coperta ed un buon libro.

La vita è fatta anche di questi piccoli momenti di relax.

Adesso, vuoi dirmi che preferisci dormire piuttosto che prendere il tuo mezzo preferito (gambe, bici , moto o auto che sia) per andare alla scoperta di luoghi meravigliosi? Magari anche in ottima compagnia.

Da quando ho fatto il mio primo, innocuo, salto da una scogliera a Boca de yuma  (Republica dominicana), non mi sono mai più fermata.

Skydiving a Venezia; Parapendio a Salisburgo; Partire alle 5 di mattina per attraversare confini con la mia amata mountainbike e tornare a casa a mezzanotte distrutta ma soddisfatta.(Trieste – Slovenia – Croazia)

Anche semplicemente prendere un kayak e venire soccorsi dalla guardia costiera perchè avevamo sorpassato il limite dato dalle boe di sicurezza.

Sono piccole avventure che portano con sè mille significati e altrettante emozioni.

C’è una sensazione speciale che arriva quando stai saltando nel vuoto o andando molto veloce. Il vento che ti accarezza la faccia durante una caduta libera o mentre costeggi montagne verdi.

Tanti la chiamano adrenalina ma per me ha un sapore di libertà!

Il cuore che batte all’impazzata e le gambe che tremano mentre ti chiedi “chi me lo fa fare?!?”. Pronti, partenza e via! E’ questo il momento cruciale che distingue i coraggiosi dai delusi. Sei tu che vinci la sfida contro te stesso nel momento in cui le tue paure vengono schiacciate dal brivido di una unità di misura calcolata in chilometri orari.

E dopo che hai raggiunto il primo obiettivo non si torna indietro. Si va solo avanti, sempre più lontano e sempre più forte.

Un giorno il nostro corpo non reggerà più tutto questo. Le cose da fare sono ancora tante e sembra che il tempo non sia mai abbastanza.

Domani non piove. Potrei andare al bar a sorseggiare un drink mentre faccio scorrere i post su facebook ma il cuore ha già deciso la destinazione e mi dice che, per sicurezza, è meglio se mi porto il casco!

 

Edinburgh’s Half marathon and city tour!

It’s Tuesday and 2 days have passed since race day.

I am writing to you from my bed, with my legs still hurting while I look for next year’s Marathons! (Because, of course, I said this was going to be the last!)

I want to talk about my experience because maybe out there someone wants to do this crazy experience but it’s afraid, or worried, or doesn’t know where to start.

I don’t have any runner friends so I had to do this all by myself. It worked out great and gave me a lot of time to think about me, how my life is going and how I want it to be. So, if you are not willing to be highly connected to your inner self for a few days, then it’s not the trip for you.

It all started when my boss told me to decide when I wanted to go on vacation. I already knew I wanted to run somewhere so I checked all the races available and found the Edinburgh marathon festival on the last weekend of May. It was perfect.

I baught the bib. This is the information for this year.

Order details:

2018 EMF Half – Standard Entry £34.00
2018 EMF medal insert £7.00
My Details entry system fee £2.10
Order TOTAL £43.10
Payment received £43.10

So, more or less 50 euros.

Then I booked the flight with E-dreams. The flight was with Ryanair and it cost 120 euros to go and come back.

Next step was finding a place to stay. This was actually the shocking part for me.

-Hotels: are super expensive ( 150€ for two nighs, per person).

-Airbnb: wasn’t having any better offers near the start area.

-Couchsurfing: I tough about it too late. The only guy that answered me sadly left in that same week so couldn’t host me.

*I suggest you try this options first, maybe you will be lucky.

-My final solution was a hostel. I am a really lonely person and crowded rooms or houses are not for me, but since I was already doing this crazy trip, why not keep facing all my fears!

I used the “booking” app. I have the (genius) feature so I technically have better prices for the rooms. I changed my mind about 3 times. I booked one first hostel because it was cheap but too far from the city center.

The second one was near but I didn’t like the idea of sleeping in a mixed room.

The third one was just perfect: “the baxster hostel” . Situated near Princess street, one minute from Waverly train station.  A 10minutes walk from the race starting point. The room I slept in was for 9 people, girls only. The hostel has a high demand so I suggest you book as soon as you can. The staff is very kind, they serve breakfast from 8 to 10. They will cook you scrambled eggs and toast, give you cereals, jam, milk and orange juice. (For further questions you can always leave a comment and I will answer if possible.)  *I paid € 85 (£74) for 2 nights.

(delays are VERY common when flying with Ryanair) of from/to Treviso, because they have time slots and you might be waiting inside the aircraft for a while till they give the permission to go. I arrived at the airport of Edinburgh at midnight. I made the decision of staying in the airport. It was a hard, long and cold night. Hours were not passing by. I would probably try to be more prepared for this kind of situations next time. At least a blanket could have saved me. At around 7 am I got on the bus that takes you to the city center. (£4,50 one way, 7,50 both ways)- you better get them both ways right away 😉

It took us like 40 minutes to get to the city. The view was quite nice. Many houses looking all the same. It was like being in a movie.

Once I arrived in the city center (right in front of Waverly’s station) I decided to go get my race number. *overseas runners NEED to get their race bib on the help desk on Friday or  Saturday. I got them on Saturday morning, and the marathon festival already started, so the city was quite full. I had to walk for 15 minutes to get to the “Dynamic earth” meeting point. Inside the Holyrood Park.

I got my number, had a look around and cheered the little ones doing the 5k.

At 12pm I ate something and went to the hostel. Check-in can be done only after 2pm but they will kindly let you stay in the kitchen/living room if you get there earlier. I waited there for 2 hours, had some tea (free coffee and tea are available all day long)

My first day basically ended there because I was too tired to walk around and you need to be aware that almost everything closes at 5pm (museums, the castle, shops, ect)

My race day experience would need a whole new blog to be written so will just say that:

-it was freezing, foggy and slightly raining. Not the best forecast to expect.

-The route had more ups and downs then what they want to make you believe!

-If you are an Italian runner used to having crackers and banana at the refreshment points, be prepared. Only water and one energy gel.

-The race is fast, you won’t even realize that you got to the end. It’s a beautiful path and running through the coast is amazing.

At the end, you get your medal and t-shirt ❤

What an amazing feeling!!!

Of course, you meet with friends and family; get yourself a massage; drink some beer and get some greasy burger. Have all the photos that you want!!!

But then try to go home. If you bought a ticket to return to the city center by bus, expect a 20-minute walk. That was hard! :p but not impossible.

Another 40-minute ride to get back to the center and find a city full of marathoners wearing your same t-shirt!!! That was really cute. It went on until monday when I decided it was finally time to visit the city and many other runners were wearing the finisher t-shirt. We were quite recognizable.

My tips for visiting Edinburgh at it’s best is: A free tour! I booked with City explorers and the meeting point was on the royal mile, next to the coffee house. Tours have different time slots and last 2 hours. They are SUPER WORTH IT! Just do it. You won’t regret it.

We visited the royal mile, went through different roads, like the one that inspired Diagon Alley, the castle, saw and understood many statues. (for the harry potter fans, you will see the place were Rawling wrote the first word of the book, where she got inspired when thinking about Hogwarts and also where she got some of the names for the characters- Tom riddle, McGonagall, moody…)

It was an intense, yet lovely experience. A big applause to my tour guide Euan, a young boy that showed a lot of passion for what he does. You will laugh a lot with him.

I didn’t actually enter anywhere, but I think the most do’s are:

-National Museum of Scotland

-The castle

-The Greyfriars kirkyard

-Botanical garden

-Arthur’s seat (don’t suggest it the day before or after the race. It depends on how you feel, of course.)

And many other. (the whiskey experience, the zoo, camera oscura,)

This is just a quick sum up of what happened in 4 days of holidays. There is a lot more to tell, and as I said, for any questions don’t be afraid to ask!

I will leave some links below, where you can contact me or find more information about the race, the city, ect!

Thanks for reading and I hope to see you at the next half 😉

#justkeeprunning

 

 

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I don’t want to travel anymore…

Because I fall in love so easily. Of the city, the people, the food and sometimes even of myself.

I leave a piece of my heart in every place that I go and even if sometimes it feels like “home is nowhere”, the big problem is when “home” is everywhere. Because I felt in a safe place here. I felt it there. Anywhere I go I think I can be happy. But it depends on who I am with or what I am doing. I still can’t be happy being completely by myself. (Which is weird if you take into consideration my introvert personality. I love to be in a quiet room with nobody else but my random thoughts.)

It’s not only the skyline or the smell of freshly baked bread that makes me get butterflies in my belly. It’s also the people with the stories they carry and that they give me as a present. To influence me somehow and expecting me to influence them too.

I just don’t understand why is it so hard everytime that silhouette changes and I get disoriented. The smell of croissants in the morning turns into traffic smog. The little countryside becomes a chaotic big city. I learned to love both of them. I forget how to say goodbye every time.

Some people call it “inverted cultural shock” but for me is just unrequited love. The city stairs at me in the distance and doesn’t care about how many tears I cry for her. She stays there and looks at me with that twisted smile because she knows I will come back to her someday!

The smells might change and the people will eventually move. So what exactly I am still falling in love with? It’s a whole package. When you travel you get an “all or nothing” ticket with no refunds.

I shouldn’t get too sad about it. we get used to everything. To good moments that we wish we could capture in a motion film but also, and most of all, to abscence. The kind of empty hole that only the best moments of your life could have left you behind.

And I need to be honest: I am looking forward to feeling many more of those. It will just mean that I am alive and doing what I love.

Where will I be when I am 31? And who will be discovering it with me?

Maybe nobody if I really decide not to travel anymore…because I love too much!